EMDR a Milano: rielaborare i ricordi che fanno ancora male

Un'esperienza può essere finita da anni e continuare a farsi sentire come se fosse ieri: basta un luogo, una data, una frase, e tornano le stesse immagini, lo stesso nodo allo stomaco, la stessa paura. Non è mancanza di forza di volontà: certi ricordi restano archiviati così come sono stati vissuti, con le emozioni e le sensazioni di quel momento.

L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo di psicoterapia raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per il trattamento del disturbo post-traumatico da stress. La dott.ssa de Martini, che lo pratica con l'accreditamento europeo di Practitioner, lo inserisce sempre in un percorso di psicoterapia più ampio.

Quando può essere utile

L'EMDR non è riservato ai grandi traumi. Può essere indicato ogni volta che un'esperienza del passato condiziona il presente in modo sproporzionato, per esempio:

  • un lutto che a distanza di molti mesi fa ancora male come il primo giorno;
  • un incidente, un'aggressione, un intervento medico vissuto con paura;
  • la fine di una relazione importante che continua a occupare pensieri e notti;
  • esperienze ripetute di svalutazione, umiliazione o vergogna, in famiglia, in coppia o sul lavoro;
  • ricordi che tornano senza essere cercati, incubi, uno stato di allerta che non si spegne.

Come si svolge

Il lavoro non comincia dalla parte più dolorosa. Nelle prime sedute la dott.ssa de Martini raccoglie la storia della persona, individua con lei i ricordi su cui lavorare e rafforza le risorse per gestire le emozioni intense. Solo quando c'è una base abbastanza stabile si passa all'elaborazione: mentre la persona richiama il ricordo, la terapeuta guida una stimolazione bilaterale, con movimenti oculari o con brevi stimoli alternati a destra e a sinistra.

Seduta dopo seduta il ricordo resta, ma perde la sua carica: si può tornare con la mente a ciò che è accaduto senza riviverlo, e spesso cambia anche il modo di pensare a sé stessi in relazione a quell'esperienza.

EMDR e lutto

Il dolore per una perdita è una risposta naturale e, di solito, con il tempo trova un suo posto. A volte però resta bloccato: non si riesce a pensare alla persona cara senza esserne travolti, si evitano luoghi e oggetti, si rivivono in continuazione gli ultimi momenti. La dott.ssa de Martini ha approfondito in modo specifico l'uso dell'EMDR nel lutto, per aiutare a elaborare la perdita e a custodire il legame con chi non c'è più in una forma meno dolorosa.

Quante sedute servono

Dipende da che cosa si porta in seduta. Un singolo evento, accaduto da poco, può richiedere un numero limitato di incontri; storie più lunghe e stratificate chiedono un percorso più ampio, in cui l'EMDR si alterna al lavoro di psicoterapia. I tempi si definiscono insieme già nei primi colloqui e si rivedono strada facendo.

Se un ricordo continua a occupare più spazio di quanto si vorrebbe, vale la pena parlarne in un primo colloquio: si valuta insieme se l'EMDR è lo strumento più adatto e come inserirlo nel percorso. Per fissarlo si può prenotare online o scrivere dalla pagina Contatti.

Per informazioni o per prenotare un primo colloquio nella sede di Milano:

Prenota Chiama 02 47923679

Fonti e risorse utili

Revisione clinica del 5 novembre 2026 a cura della Dott.ssa Paola de Martini di Valle Aperta, psicologa e psicoterapeuta - Ordine degli Psicologi della Provincia autonoma di Trento - n. 794.

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